PARTI UMANE
Titolo: Parti umane
La prima volta ho pensato fosse uno scherzo.
Una mano gigante nel prato. Non sanguinava, non faceva paura. Era solo lì. Come dimenticata.
Ho guardato intorno per capire se mancasse qualcuno.
Nessuno cercava niente.
Più avanti ho visto un braccio. Spuntava dalla terra con naturalezza, come un ramo. Mi è venuto da pensare che forse cresceva lì.
C’era un gruppo di ragazzi seduti poco lontano. Ridevano.
Non ho capito se non vedevano o se avevano già visto abbastanza.
Poi il torso. Grande, pesante, aperto.
Dentro, una testa.
Non era nascosta.
Era sistemata con cura.
Mi sono avvicinato e ho pensato che forse è così che funziona: quando qualcosa si rompe davvero, non si ricompone. Si riordina.
Le parti restano, ma cambiano posto.
Sono entrato dentro, tra le arcate. Lì i corpi erano interi. Silenziosi, perfetti. Mi sono fermato qualche minuto, come quando trovi un posto dove tutto sembra avere senso.
Poi sono uscito.
La mano era ancora lì.
Il braccio anche.
Il torso non si era mosso.
Ho capito che fuori è diverso.
Fuori nessuno ricompone niente.
Si impara a vivere con quello che resta.
E dopo un po’, smetti anche di chiederti cosa manca.






