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ANIMALI NOTTURNI- atto 3

Era tutto pronto da tempo, come se qualcuno avesse davvero creduto che sarebbe successo. Le sedie erano disposte con una cura inutile, il bicchiere lasciato a metà, l’acqua che continuava a scorrere senza partecipare. A un certo punto ho capito che non si trattava di un’attesa, ma di qualcosa che era già finito prima ancora di cominciare. Ci siamo seduti qui con l’idea che bastasse restare per tenere insieme le cose. Le poltrone trattenevano i corpi, ma non quello che c’era tra noi. Dopo un po’ anche il silenzio ha perso peso, è diventato solo un modo per non dire che non c’era più niente da dire. La sedia è stata messa lì per qualcuno che non è mai arrivato, o che ha smesso di arrivare. La porta è rimasta chiusa senza nemmeno opporsi, come fanno le cose che non hanno più bisogno di difendersi. Tutto intorno dava l’idea di una sospensione che non avrebbe trovato una fine.   Ho lasciato la giacca come si lascia qualcosa che non serve più, senza pensarci troppo. Non era stanchezza, e...

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